Le prime vendite di Cannabis light sono fissate per il 1 aprile 2022 a New York
Anche se non conosciamo ancora la data esatta in cui le vendite al dettaglio saranno legali, si prevede che le vendite legali inizieranno entro il 1° aprile 2022. Fino ad allora, le aziende devono attendere fino a quando lo stato emette le sue regole finali di licenza nel gennaio del 2022. Ci sono alcune regole da seguire quando si vendono cannabis al pubblico, come nessuna pubblicità per la cannabis ai minori o nei media pubblici a meno di 300 piedi da scuole e asili nido. Inoltre, ogni prodotto venduto dovrà trasportare un’etichetta di avvertimento approvata dallo stato. Nel frattempo, le microbus spendi di cannabis saranno autorizzate a crescere fino a 200 piante. Queste microbusiness saranno autorizzate a elaborare e vendere anche il prodotto.
-
In offerta!
Purple Haze CBD
Valutato 4.67 su 54,13 €–7,43 € /gr Scegli Questo prodotto ha più varianti. Le opzioni possono essere scelte nella pagina del prodotto -
In offerta!
Kit 17 Genetiche
Valutato 5.00 su 579,00 €Il prezzo originale era: 79,00 €.51,35 €Il prezzo attuale è: 51,35 €. Aggiungi al carrello -
In offerta!
Ice-o-lator
Valutato 4.77 su 54,50 €–7,50 € /gr Scegli Questo prodotto ha più varianti. Le opzioni possono essere scelte nella pagina del prodotto -
Harlequin – Small Buds 20 g
Valutato 4.00 su 53,95 € /gr Aggiungi al carrello
New York: prima nelle licenze per la produzione commerciale di cannabis
Il 1° gennaio 2019, New York ha emesso le sue prime licenze per la cannabis medica, segnando un passo importante verso la regolamentazione del settore. Recentemente, lo stato ha legalizzato anche l’uso ricreativo della marijuana, sebbene la legislazione sia ancora in fase di definizione. Nonostante ciò, New York ha già avviato un percorso rapido per strutturare e supervisionare il mercato della cannabis legale. A tal fine, è stato istituito un comitato per le licenze e un dipartimento dedicato alla gestione del settore. Inoltre, aziende di terze parti sono state incaricate di valutare le attività commerciali legate alla marijuana legale.
Il governatore dello stato, Kathy Hochul, ha annunciato una nuova politica orientata all’inclusione sociale, con l’obiettivo di favorire la partecipazione di comunità minoritarie e sottorappresentate nel settore della cannabis legale. Questa iniziativa mira in particolare a sostenere le persone che in passato sono state condannate per reati legati alla marijuana, offrendo loro opportunità come proprietari di imprese.
Lo stato ha anche introdotto un programma per supportare le aziende emergenti, preparando le nuove imprese alla vendita con soluzioni “chiavi in mano”. Tuttavia, l’esperienza di altri stati ha dimostrato che i programmi dedicati all’equità sociale possono incontrare difficoltà, tra cui problemi legati ai candidati prioritari e la competizione con grandi operazioni aziendali consolidate.
L’Oregon: il pioniere nella legalizzazione della cannabis medica
Nel 2014, i cittadini dell’Oregon hanno votato per porre fine al proibizionismo sulla marijuana, dando vita a un sistema regolamentato e tassato per l’uso della cannabis da parte degli adulti. L’Oregon è così diventato uno dei primi stati negli Stati Uniti a legalizzare l’uso ricreativo della cannabis. Questo progresso si aggiunge a un percorso legislativo avviato già nel 1973, quando lo stato depenalizzò l’uso della marijuana, e proseguito con la legalizzazione della cannabis medica. Ad oggi, trentasette stati hanno legalizzato l’uso della marijuana a scopo medico, e in molti di essi la depenalizzazione è ormai realtà.
L’accesso alla cannabis medica in Oregon è regolamentato attraverso un programma specifico di registrazione, che richiede ai pazienti di soddisfare determinati criteri per ottenere una tessera medica. Questa tessera consente ai pazienti di coltivare cannabis per uso personale e di essere rimborsati per le spese di coltivazione. Tuttavia, esistono limiti precisi: i pazienti possono possedere fino a 1,5 libbre di cannabis utilizzabile contemporaneamente, mentre quantità superiori restano illegali.
La Virginia: un’industria emergente della cannabis legale
La Virginia è l’ultimo stato ad autorizzare la produzione commerciale di cannabis legale, con un mercato in rapida espansione. Si prevede che il valore dell’industria raggiunga i 19 miliardi di dollari entro il 2020 e cresca fino a 41 miliardi di dollari entro il 2025. Nonostante questa crescita significativa, una grande parte dei consumatori di cannabis in Virginia appartiene a comunità nere e latine, spingendo i sostenitori per la giustizia sociale a chiedere un’industria più equa e inclusiva.
Durante l’ultima sessione legislativa, la legalizzazione della cannabis è stata al centro del dibattito, con richieste di definire un quadro normativo per le licenze e accelerare il processo di vendita legale. Tuttavia, non sono ancora state approvate leggi specifiche per regolamentare l’industria, lasciando i consumatori vulnerabili all’acquisto di prodotti non sicuri.
Stato di Washington: regolamentazione della produzione di cannabis
Per avviare un’attività di produzione o coltivazione commerciale di cannabis nello stato di Washington, è essenziale rispettare una serie di requisiti normativi. Questi includono specifiche sulle dimensioni minime dei lotti, distanze di sicurezza e pratiche per garantire la salute pubblica e la protezione ambientale. Le normative variano tra le diverse giurisdizioni: alcune vietano del tutto la produzione commerciale, mentre altre la consentono in aree specifiche come zone agricole o industriali.
Ad esempio, la coltivazione di cannabis all’aperto è generalmente permessa in zone industriali, mentre quella al chiuso è consentita in aree agricole. È fondamentale consultare le ordinanze locali per comprendere quali distretti siano idonei per questo tipo di attività.
La California: leader nella produzione commerciale di cannabis
In California, la coltivazione commerciale di cannabis è legale sia per scopi medici che ricreativi. Per avviare un’attività, è necessario ottenere un permesso dal Dipartimento di Pianificazione, che regola l’utilizzo di spazi fino a 100 piedi quadrati. Il processo di coltivazione può coinvolgere l’uso di solventi volatili e non volatili, oltre a tecniche meccaniche, e i prodotti finali devono essere conformi agli standard statali, confezionati e etichettati correttamente.
Circa il 60% della cannabis consumata negli Stati Uniti proviene dalla California settentrionale, ma l’esportazione legale in altri stati è ancora vietata. La marijuana resta infatti classificata come una droga di Classe I dalla US Drug Enforcement Administration, limitando la distribuzione al di fuori dei confini statali.