Perché ci sono diversi colori della cannabis?
Ci sono diversi fattori che possono influenzare i colori della cannabis, tra cui:
- Struttura chimica: il primo fattore che può influenzare il colore della pianta è un’anomalia nella struttura chimica. La presenza e l’equilibrio di sostanze chimiche, come le antocianine ed i carotenoidi, infatti, sono fondamentali per l’aspetto finale del raccolto;
- Maturità: questo fattore non influisce sul colore tanto quanto gli altri, tuttavia la maturità della pianta avrà un impatto importante sul colore dei pistilli, i peli arancioni sparsi nelle cime mature. Man mano che la pianta si avvicina al momento della raccolta, il colore diventerà sempre più acceso, fino a raggiungere sfumature rosse, rosa e marroni;
- Carenze: anche le carenze di nutrienti o di acqua possono influire sui colori della cannabis. Ad esempio, se non hanno abbastanza azoto nella loro nutrizione giornaliera, le foglie potrebbero assumere una tonalità gialla. Se c’è una mancanza di fosforo, invece, le foglie potrebbero diventare addirittura rosse;
- Livello di pH terreno cannabis: diversi intervalli di pH possono far sì che gli antociani esprimano tonalità diverse;
- Stress: alcuni fattori di stress, come le radiazioni UV, aumentano la produzione di antociani;
- Temperatura: le temperature notturne più fresche alla fine di una stagione di coltivazione costringono le piante ad orientarsi meno sulla produzione di clorofilla durante la fioritura, innescando un aumento della produzione di antociani.
Come vi abbiamo accennato nel paragrafo precedente, questi colori non indicano per forza dei problemi. Tuttavia, se un determinato colore non è comune in una specifica varietà, è consigliato controllare la soluzione nutritiva.
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Quanti e quali sono i colori della cannabis
Ora che sapete da cosa può dipendere la diversa colorazione, scopriamo nel dettaglio quali tonalità può assumere questa pianta e quali sono le sostanze che contribuiscono a determinarle.
Verde (clorofilla)
Il colore verde è probabilmente il più comune nella cannabis ed è dovuto alla clorofilla, il pigmento fondamentale per il processo di fotosintesi. Questo processo consente alla pianta di trasformare l’energia luminosa in carboidrati, necessari per il suo sviluppo. Le molecole di clorofilla, presenti nei cloroplasti delle cellule vegetali, assorbono la luce e conferiscono il caratteristico colore verde. Di solito, la clorofilla domina sugli altri pigmenti, rendendo il verde il colore predominante nella maggior parte delle varietà di cannabis.
Giallo e arancione (carotenoidi)
Quando le piante di cannabis presentano tonalità gialle o arancioni, ciò è dovuto alla presenza di carotenoidi, una famiglia di pigmenti organici che includono il β-carotene, la luteina e la violaxantina. Questi pigmenti non solo donano colori vivaci alla cannabis, ma svolgono anche ruoli importanti, come fungere da antiossidanti e supportare il processo di fotosintesi. La concentrazione di carotenoidi varia tra le diverse varietà, influenzando l’intensità delle sfumature giallo-arancioni.
Rosso e rosa (carotenoidi ed antociani)
Le sfumature rosse e rosa che si osservano in alcune varietà di cannabis derivano dalla combinazione di carotenoidi e antociani. Gli antociani, un tipo particolare di flavonoidi, sono responsabili di una vasta gamma di colori nelle piante, inclusi rosso e rosa. L’equilibrio tra questi due tipi di pigmenti determina l’intensità e la specifica tonalità della pianta.
Viola e blu (antociani)
Negli ultimi anni, la cannabis con sfumature viola è diventata particolarmente apprezzata. Questo colore è dovuto all’accumulo di antociani, pigmenti che tendono a manifestarsi quando la pianta cresce in condizioni di pH neutro o leggermente acido. Le concentrazioni elevate di antociani nelle cime conferiscono le tonalità più scure e intense, che spaziano dal viola al blu.
Nero e marrone (antociani)
Le piante di cannabis che ci appaiono nere e marroni, in realtà hanno sfumature di viola molto profonde. Questi ceppi possiedono alti livelli di antociani, probabilmente a causa di un gene recessivo che aumenta la conversione del glucosio nei pigmenti colorati. Tuttavia, una pianta dall’aspetto nero è sinonimo anche di una reazione a particolari cambiamenti nel loro ambiente. Questi composti, infatti, si attivano quando le temperature scendono per aiutare a prevenire il congelamento dell’acqua presente all’interno della pianta. Inoltre, la cannabis normalmente preferisce un un substrato leggermente acido. Tuttavia, con un profilo più neutro le piante assumeranno sfumature decisamente più scure. Per ottenere questo risultato, l’intervallo ideale è tra 5,8 e 6,8.
Cosa possiamo dedurre dai colori della cannabis?
Vediamo ora cosa possiamo comprendere in base alle diverse colorazioni:
- Aroma: alcune varietà sono più colorate di altre, indicando una maggiore presenza di flavonoidi, i quali possono potenziare gli aromi e i profumi dell’erba legale;
- Potenza: il colore non è un indicatore diretto della potenza della cannabis, ma la presenza di abbondanti tricomi, particolarmente scuri o ambrati, può suggerire un elevato contenuto di THC;
- Maturazione: le foglie ingiallite e il colore dei pistilli possono fornire indicazioni sulla fase di maturazione della pianta, con un’attenzione particolare al momento ottimale per la raccolta;
- Imperfezioni: variazioni di colore possono indicare imperfezioni nell’ambiente di crescita della pianta, come pH non neutro o carenze di nutrienti;
- Temperatura: la temperatura dell’ambiente di crescita influenza i colori della cannabis, con temperature più elevate che favoriscono il verde della clorofilla e temperature più basse che permettono la manifestazione di pigmenti come antocianine e carotenoidi, producendo colori più vivaci come viola, rosso o blu.
Considerazioni finali
Dalle sfumature di colore di una pianta di cannabis è possibile dedurre molte informazioni. Conoscendo la specifica varietà di cannabis, possiamo intuire non solo il suo stato di salute, ma anche il suo livello di maturità. Possiamo rilevare se una pianta è stata coltivata in un ambiente caldo o freddo e anche le condizioni del terreno. Tuttavia, è importante sottolineare che il colore non fornisce indicazioni sulla potenza o sugli effetti specifici di particolari varietà.
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Domande frequenti sui colori della cannabis
Come capire se i tricomi sono pronti?
Per capire se i tricomi della cannabis sono pronti per il raccolto, osserva il loro colore:
- Trasparenti: la pianta non è ancora matura; i livelli di cannabinoidi sono bassi;
- Lattei o Nuvolosi: indicano il picco di THC; raccolto ideale per effetti energizzanti;
- Ambrati: il THC si sta degradando in CBN; raccolto ideale per effetti rilassanti.
Usa una lente di ingrandimento o un microscopio portatile per esaminare i tricomi. L’equilibrio ottimale per il raccolto è quando il 70-80% dei tricomi è lattiginoso e il 20-30% è ambrato.
Perché i tricomi non diventano ambrati?
I tricomi della cannabis potrebbero non diventare ambrati a causa di condizioni di crescita non ideali, come temperatura troppo bassa, mancanza di luce o stress. Inoltre, alcune varietà di cannabis hanno genetiche che tendono a non produrre tricomi ambrati, restando principalmente lattiginosi o trasparenti anche a maturazione completa.