Al mondo esistono centinaia di varietà di cannabis light differenti. Il mercato offre, quindi, ai consumatori un’ampia scelta, anche se talvolta in questo modo può essere più complicato selezionare la varietà più adatta alle proprie esigenze. Secondo gli esperti di cannabis, esistono almeno 779 varietà diverse conosciute nel mondo. Tuttavia, non è possibile definire con certezza un numero assoluto, in quanto i diversi tipi di erba compaiono e scompaiono continuamente. Inoltre, non esiste alcun protocollo standardizzato per creare, nominare o registrare una nuova varietà. Pertanto non è possibile sapere con certezza quanti tipi di erba esistono davvero.
Nonostante ciò, nella cultura cannabica si riconoscono tre sottospecie di piante diverse: indica, sativa e ruderalis. Quali sono le caratteristiche di queste principali categorie e in che cosa si differenziano? Continuate a leggere per saperne di più!
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Tipi di erba: le 3 sottospecie
I vari tipi di erba dipendono dalle diverse piante di cannabis sativa, indica e ruderalis. Queste specie possono anche essere incrociate tra loro per ottenere specifiche varietà, dalle caratteristiche uniche.
Le tre categorie appartengono al genere della angiosperme della famiglia delle Cannabaceae. Si tratta di piante erbacee a fusto, più o meno alte e cespugliose, che producono infiorescenze femminili contenenti diversi principi attivi, tra i quali i più famosi THC e CBD.
Sativa, indica e ruderalis si differenziano anche per l’area geografica di provenienza. La cannabis sativa ha origine in Thailandia, India, Messico e Colombia. La varietà indica, invece, è originaria della catena montuosa Hindyu Kush, situata tra India, Pakistan e Afghanistan. La cannabis ruderalis, infine, ha origine da alcune regioni dell’Asia e dell’Europa centrale ed orientale. Di seguito vedremo nello specifico quali sono le principali differenze tra le tre sottospecie.
Tipi di erba: Cannabis Indica
Tra i diversi tipi di erba, la cannabis indica è considerata uno dei ceppi più potenti disponibili in natura. Essa è usata principalmente per le coltivazioni indoor e idroponica e i suoi livelli di THC possono raggiungere il 25%, a seconda del metodo di coltivazione.
Il suo nome deriva dalla zona geografica in cui è stata scoperta da un botanico europeo, Jean-Baptiste Lamarck. Egli, infatti, la scoprì durante un viaggio in India nel 1785. Naturalmente i nativi del posto conoscevano già questa pianta, tuttavia per il mondo occidentale fu una novità.
Oggi questa varietà è molto diffusa soprattutto sotto forma di ibrido, per la produzione di cannabis legale a basso contenuto di THC.
Caratteristiche
Le principali caratteristiche della cannabis indica derivano proprio dalla zona geografica di provenienza. In particolare, oltre che dell’India, questa pianta è originaria anche del Pakistan, dell’Afghanistan e del Libano. Stiamo parlando dunque di località a nord e sud dell’equatore di circa 30-50 gradi.
In queste zone le ore di sole e di buio oscillano durante tutto l’anno. Pertanto le piante, per poter assorbire il maggior quantitativo possibile di luce, hanno assunto una forma particolare. Le foglie, infatti, sono particolarmente larghe e tozze (simili ad un ventaglio). La pianta non diventa altissima, ma risulta particolarmente bassa e folta e appena matura inizia subito a fiorire producendo cime dense e piene. I nodi dei rami sono simmetrici attorno al fusto e alternano l’orientamento a nord, sud, est e ovest man mano che la pianta cresce. I fiori, infine, si riuniscono in grappoli stretti con l’arrivo del freddo autunnale. Essendo fotodeterminata, la cannabis Indica comincia a fiorire con l’accorciarsi delle giornate.
La canapa Indica, quindi, è una varietà cespugliosa, che occupa poco spazio e inizia il processo di fioritura abbastanza velocemente. Un’ottima soluzione per i canapicoltori che hanno a disposizione una superficie limitata.
Tipi di erba: Cannabis Sativa
Originaria delle zone più interne dell’equatore, la cannabis sativa è probabilmente la varietà di canapa più conosciuta al mondo. Venduta sotto forma di cannabis light per l’utilizzo personale e utilizzata nel settore tessile ed industriale, si tratta di una varietà dalle mille risorse.
Caratteristiche
Per via della zona geografica di origine, in cui il sole picchia forte tutto l’anno, la cannabis sativa ha sviluppato una conformazione che la porta a raggiungere altezze anche molto elevate. Inoltre, queste piante iniziano il processo di fioritura solo dopo aver raggiunto il loro massimo.
Proprio a causa della loro costante crescita, anche una volta fiorite le piante non assumono un aspetto pieno e fitto come avviene nelle piante di canapa indica. Tuttavia, sia a causa delle dimensioni importanti che per il lungo periodo di fioritura, sono particolarmente produttive. Esse, infatti, possono dare un quantitativo addirittura superiore a 1,5 Kg per pianta, una volta essiccate.
Oltre all’intera pianta, anche le foglie assumono un aspetto longilineo. Infatti, al contrario delle varietà indica, la cannabis sativa non ha bisogno di allargarsi per poter assorbire maggiormente il potere della luce, visto e considerato che nell’equatore il sole c’è sempre in abbondanza.
Tipi di erba: Cannabis Ruderalis
Nonostante anche le origini di questa tipologia di cannabis siano molto antiche, la riscoperta della canapa Ruderalis è piuttosto recente. In passato, infatti, questa varietà non è stata certamente valorizzata. Questo è dovuto al fatto che fosse considerata poco produttiva, dato che non si sviluppa come le altre specie. La cannabis ruderalis, infatti, al contrario dei tipi di erba illustrati precedentemente, non è destinata alla produzione di marijuana a causa del ridotto contenuto di THC e di CBD, irrilevanti sia in ambito medico che ricreativo. Normalmente il suo impiego è destinato agli incroci, per incrementare la robustezza della nuova pianta, facendo in modo che possa produrre infiorescenze in funzione dell’età e delle ore di luce disponibili.
Caratteristiche
Il cambio di rotta è avvenuto in seguito alla scoperta di una proprietà molto interessante. Le piante di canapa Ruderalis, infatti, sono in grado di auto-fiorire anche se non stimolate dalle variazioni del fotoperiodo, cioè indipendentemente dalle variazioni di luce.
Originaria della Russia e delle fredde zone della Siberia, si distingue per le caratteristiche piante dalle dimensioni ridotte che si attestano intorno a 0,5 m, per il fusto robusto e privo di ramificazioni laterali e per la presenza di cime di dimensioni irrilevanti, spesso addirittura assenti.
Per poter sopravvivere in zone caratterizzate da una scarsità di luce e da temperature rigide, queste piante sono mutate fino a diventare molto resistenti. Ciò significa che la loro coltivazione richiede meno sforzi per poter ottenere un buon prodotto.
Conclusione
La cannabis è una pianta straordinaria con un’ampia varietà di usi e benefici. Le sue tre principali tipologie – Sativa, Indica e Ruderalis – offrono effetti differenti, adattandosi alle necessità di ogni consumatore. Comprendere le differenze tra queste varietà aiuta a scegliere quella più adatta. Con l’espansione della ricerca e la crescente legalizzazione della cannabis in molte parti del mondo, sempre più persone possono oggi beneficiare delle sue straordinarie proprietà.
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