L’asma è una delle malattie malattie respiratorie croniche più diffuse nel mondo. Non esiste una cura definitiva per questa patologia, tuttavia è possibile tenerla sotto controllo. Vertigini, mancanza di respiro o respiro sibilante sono solo alcuni dei sintomi provocati da un attacco d’asma. Essi possono risultare addirittura pericolosi se non si presta particolare attenzione. Per gli asmatici a cui piace assumere cannabis light può essere ancora più complicato. Il fumo, infatti, può causare irritazione ai polmoni, peggiorando la situazione. Tuttavia sappiamo che ad oggi esistono molti modi per assumere marijuana e non è detto che tutti siano dannosi, anzi. Alcuni studi, infatti, hanno portato alla luce un nuovo punto interrogativo: qual è la reale correlazione tra cannabis e asma? E’ possibile utilizzare la cannabis medica come trattamento per gli attacchi d’asma?
In questo articolo vedremo di rispondere a questi quesiti, andando ad analizzare i dati delle ricerche scientifiche emersi fino ad oggi.
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Cos’è l’asma e quali sono le cause scatenanti
L’asma è una condizione respiratoria cronica che colpisce le vie aeree, provocandone infiammazione e restringimento. Questa situazione può causare difficoltà respiratorie e sibili durante l’espirazione. La gravità dei sintomi varia da persona a persona: in alcuni casi si manifesta con episodi lievi e sporadici, mentre in altri può diventare un problema persistente e debilitante.
Tra le principali cause dell’asma troviamo fattori genetici ed ereditari. Se in famiglia sono presenti casi di asma, il rischio di svilupparla aumenta. Tuttavia, ci sono altri fattori scatenanti, tra cui:
- Allergie a sostanze come polvere, pollini o peli di animali
- Esposizione a sostanze irritanti come fumo di sigaretta e inquinanti atmosferici
- Sovrappeso e stile di vita sedentario
- Stress e forti emozioni
- Malattie come il raffreddore o il reflusso gastroesofageo (MRGE)
- Uso di farmaci come beta-bloccanti, aspirina o ibuprofene
Quali sono i sintomi
I sintomi dell’asma variano da persona a persona e possono manifestarsi in modo episodico o frequente. Alcuni individui possono avere sintomi solo durante l’attività fisica intensa, mentre altri li sperimentano quotidianamente. Tra i segnali più comuni ci sono:
- Respiro sibilante, specialmente durante l’espirazione
- Difficoltà respiratoria, come se si fosse appena conclusa una corsa
- Tosse persistente e secca
- Interruzione del sonno a causa di problemi respiratori
Gli attacchi d’asma possono essere pericolosi se non trattati adeguatamente. Se diventano frequenti e l’inalatore non è sufficiente, è importante rivolgersi a un medico.
Cannabis e asma: quali sono i potenziali benefici
Sempre più ricerche si stanno focalizzando sugli effetti della marijuana sull’asma, per capire se effettivamente la cannabis può offrire un aiuto efficace. L’attenzione non è concentrata certamente sul fatto di fumare canne, ma piuttosto sull’assunzione di cannabinoidi. Questi sono sostanze presenti in natura nelle piante di marijuana. Possono essere usati per trattare il dolore cronico e alcune condizioni neurologiche, come l’artrite e la sclerosi multipla, grazie alle loro proprietà antinfiammatorie.
Poiché l’asma è causata proprio da un’infiammazione cronica dei polmoni, i ricercatori stanno cercando di scoprire se i cannabinoidi possono avere effetti simili anche per questa patologia. I dati emersi fino ad oggi sono piuttosto promettenti per le persone che soffrono di asma allergica.
I cannabinoidi possono essere assunti sotto forma di integratori, ma non solo. Uno studio effettuato nel 2013 e pubblicato sulla rivista “Abuso di Sostanze“, ha scoperto che le persone che fumano marijuana usando i vaporizzatori hanno ottenuto maggiori benefici dalla pianta, senza irritare troppo i polmoni, ovviamente non si deve essere soggetti ad allergia alla cannabis per effettuare questo tipo di trattamenti.
Tuttavia, ci sono alcuni limiti a questi potenziali benefici. Uno studio pubblicato in “Opinione corrente in medicina polmonare” sostiene che gli usi medicinali a breve termine della marijuana potrebbero non danneggiare i polmoni, anche se non è chiaro quanto sia sicuro e per quanto tempo.
Asma e Cannabis: perchè il CBD può essere un alleato
Il CBD è conosciuto per diverse proprietà benefiche, tra cui:
- Effetto antinfiammatorio, utile per ridurre il gonfiore delle vie aeree
- Azione broncodilatatrice, che aiuta ad aprire i bronchi e facilita la respirazione
- Effetto antispasmodico, che aiuta a ridurre le contrazioni muscolari dei bronchi durante un attacco d’asma
Cannabis e asma: lo studio sul THC
Uno studio pubblicato sul “British Journal of Pharmacology” sottolinea che la cannabis può avere sulle vie aeree un effetto simile a quello di alcuni farmaci contro l’asma. Usando campioni di tessuto polmonare umano, gli studiosi francesi hanno scoperto che il THC potrebbe bloccare le contrazioni muscolari causate da una molecola chiamata acetilcolina.
Il dottor Donald Tashkin, professore di medicina presso la UCLA ed esperto pneumologo, ha spiegato che: “I farmaci impediscono all’acetilcolina di legarsi al suo recettore, mentre il THC impedisce all’acetilcolina di essere rilasciata”. Già nel 1973, il dott. Tashkin aveva pubblicato uno studio sul “New England Journal of Medicine” che spiegava come, dopo l’assunzione di marijuana, le vie aeree venissero allargate in individui sani e asmatici, in maniera simile ad un broncodilatatore standard del tempo.
Negli anni successivi diversi studi hanno provato ad analizzare degli inalatori di THC e i ricercatori hanno costatato che il fumo era la migliore via di somministrazione. Il vero problema è la combustione, che contiene molti componenti nocivi irritanti per il tessuto respiratorio. La risposta del dottor Tashkin sull’argomento è arrivata ben prima che il vaporizzatore diventasse così diffuso. “Non so se qualcuno ha mai studiato l’effetto del THC vaporizzato sulla muscolatura liscia bronchiale, ma la mia ipotesi è che essa porterebbe a broncodilatazione“, affermava Tashkin.
Potenziali controindicazioni
Nonostante i possibili benefici, l’uso della cannabis nei soggetti asmatici presenta alcuni rischi, soprattutto quando viene fumata. La combustione può:
- Peggiorare l’infiammazione delle vie aeree
- Causare la formazione di bolle polmonari, che possono compromettere la respirazione
- Portare a condizioni gravi come il pneumotorace
- Aumentare il rischio di tosse cronica, catarro e infezioni polmonari
Per questo motivo, chi soffre di asma dovrebbe evitare di fumare cannabis e optare per metodi alternativi di assunzione.
In che modo posso assumere cannabis se soffro d’asma?
Abbiamo visto che il fumo è decisamente sconsigliato se si soffre di attacchi d’asma. Tuttavia ci sono altri modi per consumare cannabis in questo caso:
Svapo: con la vaporizzazione, il dispositivo riscalda semplicemente l’erba ad un calore minimo necessario per rilasciare i suoi componenti. Quel calore attiva sia i cannabinoidi, sia i terpeni presenti nel fiore, rilasciandoli sotto forma di vapore che successivamente viene inalato. Potrebbe non essere sicuro al 100%, ma è sicuramente una scelta migliore rispetto al fumo. Inoltre, gli effetti del CBD svapo saranno rapidi e potenti;
Inalatore: ad oggi l’inalatore può effettivamente essere utilizzato come strumento affidabile per il consumo di cannabis. Si tratta di strumenti simili ai vaporizzatori erba. La differenza principale è che con questi strumenti si ottengono dosi più precise. Il cannabinoide entra nei polmoni attraverso un propellente, proprio come un normale inalatore. Questi sono principalmente al THC, ma è possibile trovarli anche al CBD o con altri cannabinoidi.
Conclusioni
Sono certamente necessari ulteriori studi sulla relazione tra cannabis e asma. Tuttavia i dati che abbiamo a disposizione oggi sono senz’altro promettenti. Qualsiasi scelta di trattamento venga prescritta dal medico dipenderà dalla gravità della condizione. Di certo, la concreta possibilità di infondere THC e CBD negli inalatori sarebbe un vero sollievo sia istantaneo sia a lungo termine per chi soffre d’asma.
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Domande frequenti su cannabis e asma
Chi soffre d’asma può fumare?
Chi soffre di asma non dovrebbe fumare, né tabacco né altre sostanze, inclusa la cannabis. Fumare può aggravare i sintomi dell’asma e danneggiare ulteriormente i polmoni, causando:
- Irritazione delle vie respiratorie: il fumo, compreso quello passivo, irrita i polmoni e le vie respiratorie, peggiorando l’infiammazione già presente nell’asma;
- Aumento del rischio di attacchi d’asma: il fumo può provocare attacchi d’asma più frequenti e gravi, causando difficoltà respiratorie acute;
- Peggioramento della funzione polmonare: il fumo accelera il deterioramento della funzione polmonare, che è già compromessa negli asmatici, aumentando il rischio di malattie polmonari croniche come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO);
- Maggiore produzione di muco: fumare può stimolare una maggiore produzione di muco, che ostruisce le vie respiratorie e rende ancora più difficile respirare per chi soffre di asma.
Cosa fa peggiorare l’asma?
L’asma può peggiorare a causa di allergeni, fumo, inquinamento, infezioni respiratorie, esercizio fisico intenso, aria fredda, stress, farmaci, odori forti e umidità. Evitare questi fattori aiuta a prevenire il peggioramento dei sintomi.
Quali alimenti possono provocare asma?
Gli alimenti che possono peggiorare l’asma includono solfiti, prodotti caseari, allergeni come noci e frutti di mare, additivi alimentari, cibi processati e bevande fredde. Chi soffre di asma dovrebbe monitorare la propria dieta per identificare eventuali alimenti scatenanti.